La musica come linguaggio internazionale: Silvia Cattaneo e il suo concerto a Edimburgo

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silvia Cattaneo Edimburgo

Qualche settimana fa siamo stati contattati da Silvia Cattaneo, giovane pianista che sta portando in tour il suo concerto Italy-Italie.
Il concerto è una raccolta di brani di compositori stranieri, tutti ispirati all’Italia e ai suoi paesaggi. Un compendio sull’Italia vista con gli occhi degli stranieri.

Silvia ha scelto come tappa del suo tour Edimburgo e ci ha chiesto se fossimo interessati ad aiutarla a promuovere il suo concerto.
Ovviamente abbiamo risposto di sì.
Abbiamo così deciso di intervistarla, per capire meglio come mai avesse scelto Edimburgo, cosa vuol dire essere una pianista e come nasce l’idea di portare in giro per l’Europa un concerto che abbia come tema l’Italia.

Il concerto si terrà sabato 14 giugno alla Cattedrale di St. Giles, con inizio alle 12.15 p.m. L’ingresso è libero.
Ecco il programma del concerto con guida all’ascolto preparata di Silvia.

ITALY – ITALIE

Ed ecco la locandina del concerto.

Com’è nata la tua passione per la musica?

La passione si trasmette con la passione e io ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che ama la musica. I miei genitori non sono musicisti, ma lo stereo di casa Cattaneo ha sempre trasmesso la Grande Musica e mia sorella Stella ed io abbiamo beneficiato di questo. Stella, di due anni più grande di me, a 8 anni espresse il desiderio di suonare il violino (strumento già suonato -non professionalmente- dal nostro bisnonno) ed io subito mi accodai come una scimmietta, scegliendo il pianoforte.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Iniziai ad avere i primi rudimenti musicali a 7 anni da mio zio, pianista per diletto, che possedeva in casa sua un pianoforte. Notando il mio interesse crescente dopo un paio di anni di lezioni private i miei genitori mi proposero di fare l’ammissione in Conservatorio a Milano; la superai e dal quel momento proseguii i miei studi all’interno del Conservatorio “G.Verdi”, esame dopo esame, fino ad arrivare al conseguimento del Triennio e del Biennio di II livello in pianoforte con 110/110.

Al Conservatorio “G.Verdi” sono seguiti altri corsi di studio, tra i quali il Biennio di perfezionamento in Musica da Camera all’Accademia di Musica di Firenze (in Duo con Stella – Duo Cattaneo), il Triennio di pianoforte all’Accademia di Pinerolo e la recente ammissione al Conservatorio della Svizzera Italiana a Lugano.

Quali sono i lati positivi e negativi della tua professione?

I lati positivi sono tanti. Il Musicista dedica a 360° la sua vita alla musica e credo sia un privilegio potersi (ma anche doversi!) occupare giornalmente della propria crescita artistica e personale attraverso lo studio. Questo dev’essere serio e costante, è un vero e proprio lavoro perché gli aspetti da approfondire sono tanti, sia dal punto di vista tecnico sia da quello musicale.

Una delle cose incredibili è che per quanto si possa conoscere un brano, per quanto si possa averlo studiato e suonato in pubblico, si potrà sempre scoprire qualcosa di nuovo (da alcune linee melodiche interne,  alla scelta del tempo di esecuzione che cambia il carattere all’intero pezzo…).

Un aspetto negativo di questa professione è che non sempre è pienamente riconosciuta come tale (..per lo meno non in questo momento, non nel mio paese..). Il privilegio di cui parlavo prima si trasforma in un’arma a doppio taglio ed il messaggio che ne scaturisce è più o meno questo: il musicista già si occupa di quello che ama, non produce un vero e proprio servizio (o meglio, produce “solo” cultura)…lo devo anche pagare?  Inoltre oggi la figura del musicista è cambiata rispetto ad un secolo fa. Soprattutto i giovani che vogliono vivere di musica si devono occupare non solo dell’aspetto artistico, ma anche di quello organizzativo e gestionale. Insomma, bisogna darsi da fare.

Cos’è la musica per te?

La musica per me rappresenta tantissimo. Credo sia una cosa piuttosto speciale crescere e attraversare fasce di età molto diverse come l’infanzia, l’adolescenza e gli anni che  seguono avendo un mondo come la musica che ti accompagna costantemente in questo percorso.

Indubbiamente speciale, prezioso, a volte difficile. Come dicevo prima, la ricerca ti porta ad approfondire aspetti non solo tecnico/musicali, ma anche personali. La musica che ti accompagna è come un riflesso: quando suoni puoi riconoscere te stesso Silvia Cattaneo Edimburgoma puoi anche scoprire lati di te che non sapevi di avere.

E’ stato difficile organizzare questo concerto?

Direi di no, ho trovato una buona organizzazione qui a Edimburgo. La sig.ra Veronika Kallus, responsabile della pianificazione concertistica in St.Giles Cathedral è stata gentile e sollecita a rispondere al mio contatto e da lì la cosa ha preso avvio.

Com’è nata l’idea?

L’idea di questo concerto nasce, in un certo senso, dalla scelta stessa delle musiche che lo compongono. Dal mio debutto (il primo recital nel 2005 – “Danza, folklore ed identità nazionale nel repertorio colto” alla Fondazione Marco Mantovani di Milano) mi è sempre piaciuta l’idea di creare programmi da concerto tematici, nei quali l’ascolto del pubblico potesse essere accompagnato da un filo conduttore comune a tutti i brani (forma musicale, soggetto, periodo..).

Ho ideato “Italy – Italie: omaggio all’Italia da compositori stranieri” in occasione del Festival pianistico PianoCityMilano 2013  dove l’ho proposto al pubblico mio concittadino. Prima di replicarlo a Milano per la Società dei Concerti il prossimo autunno (Auditorium Gaber – Grattacielo Pirelli il 27 ottobre 2014) ho pensato: “perchè non portare un po’ di Italia anche all’estero?”.

Il concerto è un’ora di musica plasmata su importanti e belle composizioni pianistiche che compositori come Bach, Beethoven, Chopin, Galos, Liszt e Debussy scrissero ispirandosi al Belpaese. Un’ispirazione legata alle bellezze paesaggistiche e alle tradizioni culturali (Venezia e Napoli, Lago di Como, Colline di Anacapri), ma anche legata alla musica italiana come nel caso di Bach, che dedica la sua composizione allo “Stile Italiano”.

Perché hai scelto proprio Edimburgo come una delle tappe del tuo tour?

E’ una città bellissima e molto attiva culturalmente, mi affascina l’idea di suonare nella sua Cattedrale.

IMG_6471Cosa ti aspetti da quest’esperienza?

Vorrei incontrare il consenso del pubblico di Edimburgo nell’ascoltare i brani che interpreto e suscitare in loro le emozioni che la grande musica può dare.

Il favore del pubblico a diverse latitudini mi confermerebbe nel mio ruolo di interprete.

Qual è la cosa più bella di portare l’Italia all’estero?

Amo l’Italia e amo viaggiare. E più viaggio più amo l’Italia, che sto imparando anche a scoprire guardandola con gli “occhi dello straniero”.

La musica è un linguaggio universale attraverso il quale i compositori creano storie e racconti che gli interpreti hanno il compito di trasmettere.

E quale soggetto migliore dell’Italia, da sempre musa ispiratrice di molte arti, quale filo conduttore di una storia da narrare?

L’Italia è la cartolina dell’Europa, ma non solo…

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho appena concluso la mia prima registrazione in studio, grazie alla collaborazione della storica ditta milanese di pianoforti Griffa&figli e all’ingegnere del suono Antonio Tarallo. Dopo il concerto in St.Giles Cathedral il Tour “Italy-Italie” farà tappa a Parigi e a Londra e in luglio ci sarà il primo Summer Music Camp di pianoforte e musica da camera che terrò come Insegnante sul Lago di Como (o come direbbe Giselle Galos “le lac de Como”…).

I prossimi concerti sono previsti in autunno…stay tuned su www.silviacattaneo.com!

 

Se le parole di Silvia non fossero bastate a convincervi, ecco il suo canale youtube.

 

 

Diana Sponza

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