La mia esperienza di “quarantena covid” a Edimburgo

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Per donare un’immagine di come sia stata realmente la quarantena di un italiano in UK, abbiamo intervistato Paola, giovane sarda trasferitasi ad Edimburgo, che ci ha raccontato la sua esperienza personale.

1) Ciao Paola! Presentati agli altri Italiani ad Edimburgo…

Mi chiamo Paola e sono originaria della Sardegna. Ho 25 anni e, in teoria, sono una room attendant. Dico “in teoria” perché non ho ancora ripreso a lavorare e, visto il periodo che stiamo affrontando, niente è certo.

2) Come hai emotivamente reagito al lockdown? Riusciresti a comparare la tua esperienza con quella di alcuni amici/parenti in Italia?

Ho reagito molto male al lockdown. All’inizio è stata una devastazione a livello psicologico. Vivo da sola quindi non ho potuto parlare di persona con nessuno per 50 giorni, a parte al supermercato dove andavo ogni 10 giorni per la paura di essere messa a rischio con la vicinanza agli altri.
Penso sicuramente che in Italia sia stato peggio: in Sardegna sono stati effettuati controlli anche con i droni, mentre qui penso che la situazione sia stata un po’ sottovalutata. Le mascherine non sono diventare obbligatorie fino al 15 di questo mese (Luglio 2020) e tuttora vedo persone che non le indossano. Il che ovviamente un po’ mi preoccupa, anche perché non parlo molto bene l’inglese ed il mio terrore più grande, in questo periodo, è che mi succeda qualcosa e non saprei come affrontarlo.

3) Come ha gestito questa crisi il governo scozzese e che cosa avrebbe potuto fare in più secondo te?
Penso che avrebbe potuto chiudere prima i luoghi pubblici e rendere obbligatorie le mascherine fin dai primi tempi, ma per il resto penso abbia fatto molto per aiutare la popolazione.

4) Il governo ha dato supporto finanziario?

Non a tutti per varie ragioni ma io ho potuto usufruirne. Sono riuscita a pagarmi l’affitto e le spese senza problemi ed è tutto merito dello stato.
In Italia ho amici che hanno aspettato la cassa integrazione per mesi rimanendo senza soldi.

meditando alla mia finestra…

5) Qual è la tua opinione nei confronti del futuro?

Spero che i turisti arrivino e contribuiscano a risollevare il settore economico. Ho molta paura di questa situazione in cui non si riesce a debellare il virus e non so come questo potrebbe continuare a incidere sulle nostre vite.
Certamente mi manca molto casa mia e, se così non fosse, rimarrei volentieri ad Edimburgo per il resto della mia vita: qui funziona tutto, i servizi sono al di sopra della mia aspettativa e il posto è incantevole.

6) Che cosa hai imparato da questa pandemia?

Ho capito tanto su me stessa e cosa sono le cose importanti, cosa mi manca e cosa cercare nel futuro.

Proprio come è accaduto a Paola, penso che la quarantena abbia smosso qualche cosa in ognuno di noi.
Il desiderio di cambiamento si è fatto sentire per molte persone, sia nei confronti dei piccoli gesti quotidiani sia dei grandi sogni lasciati nel cassetto per ormai troppo tempo: e nonostante la paura di rimanere bloccati in un Paese straniero o di dover subire una nuova quarantena forzata renda immobili, spaventati e spaesati, non bisogna abbandonare il proprio spirito di avventura, quello che ha spinto tanti italiani ad iniziare una nuova vita in Scozia.
Dal momento che si sta attraversando un periodo delicato, la prudenza è certamente necessaria ma è altresì importante mantenere accesa la passione per il viaggio, per l’avventura, per i nuovi inizi, affinché, quando giungerà finalmente il momento opportuno, la motivazione non mancherà.

La nostra comunità di Italiani Edimburgo vi invita a continuare a sognare la Scozia e a prenotare un soggiorno di studio o lavoro a Edimburgo tramite i nostri amici di EazyCity (agenzia leader nel settore dello study travel in Irlanda e Regno Unito).

Intervista a cura di Greta Gontero

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